Ruocco: orsi e lupi della Marsica si inchinano all’eterno campione


Ennesima impresa di Giuliano Ruocco che arriva quinto nella massacrante “Ultra Sky Marathon D’Abruzzo, gara di valenza nazionale, di “96”, dico novantasei chilometri di corsa lungo i sentieri del Parco Regionale Sirente Velino, con un dislivello totale di 7230 metri.

Il “Capitano” ha tagliato il traguardo dopo quindici ore, dieci minuti e sei secondi, un risultato pazzesco, nonostante non sia salito sul podio, ma qui stiamo parlando di prestazioni al limite tra l’umano e l’extraterrestre.

Molti non condivideranno perchè si soffermeranno su quel quinto posto che potrebbe apparire solo come un buon risultato e nulla più. Vi sbagliate.

E’ da tempo che quando Giuliano Ruocco partecipa ad una competizione non vado più a controllare la posizione finale di classifica. E allora cosa cacchio vai a guardare? Ve lo dico subito. Mi diverto a ricercare le date di nascita degli atleti che arrivano nelle prime posizioni e faccio il confronto con il nostro immenso “Capitano”.

Signore e signori non ce n’è per nessuno. Anche in questa gara ai limiti dell’assurdo per distanza, fatica e tracciato impervio, Giuliano ha dimostrato che per lui il tempo sembra essersi fermato. Per chi non l’avesse capito, Ruocco ha coperto ben novantasei chilometri, tanto per rendere l’idea è la distanza stradale da Minori a Benevento, una fatica farla anche con la macchina, qui però siamo su e giù per montagne, sterrato, pietre e polvere, caldo.

Il primo classificato è un ragazzo di ventitre anni più giovane, il secondo una decina in meno, il terzo pure potrebbe essere il figlio, e così sono arrivato fino al decimo. Di atleti nati negli anni ’60 non ci sta nessuno, il nostro campione è addirittura dei primi anni di questa decade. Caro Capitano tu non sei normale, sei da studiare.

Tutti ci inchiniamo alla grandezza di questo atleta, patrimonio sportivo di Minori e di tutta la Costiera Amalfitana. Immagino che lungo il percorso si saranno inchinati anche i lupi e gli orsi della Marsica in segno di riverenza a questo indomabile leone.

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